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Nella prima parte dell’articolo ci siamo fermati alla pratica mirata. Abbiamo visto i vantaggi che offre e anche i limiti di cui soffre. A un certo punto esercitarci in modo mirato per migliorare in qualcosa non funziona e ci occorre un qualcosa di più.

Quel “qualcosa di più” è ciò che K. Anders Ericsson nel suo saggio Numero 1 si diventa chiama pratica intenzionale.

Vediamo insieme di cosa si tratta. ...continua a leggere "Diventare Esperti in Qualsiasi Cosa usando la “Pratica Intenzionale” – Parte 2"

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Nell’articolo precedente ho affrontato il secondo elemento fondamentale del metodo scientifico applicato al Pensiero Attivo, cioè l’osservazione.

Quando osserviamo dobbiamo farlo attentamente, includendo tutti e cinque i sensi che possediamo (essere inclusivi), scegliendo al meglio i dettagli su cui vale la pena soffermarsi (essere selettivi) e senza farci sviare dai nostri bias e sistemi automatici di pensiero (essere obiettivi). Inoltre, mantenersi motivati è il cuore dell’osservazione oggettiva: più siamo motivati, più osserviamo attentamente e meglio.

Infine abbiamo visto l’importanza di mantenersi flessibili col proprio pensiero: alla luce di nuovi dati ottenuti tramite l’osservazione, dobbiamo riorganizzare i contenuti nella nostra soffitta al meglio. ...continua a leggere "Pensare come Sherlock Holmes – Il potere dell’immaginazione"

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Nell’articolo precedente ho affrontato il primo dei 5 elementi fondamentali del metodo scientifico applicato al Pensiero Attivo, cioè conoscere il problema che stiamo affrontando.

Per risolvere un problema occorre accedere alla nostra conoscenza pregressa, che è l’insieme dei ricordi accumulati durante la nostra vita (ciò che abbiamo studiato, appreso per esperienza, ecc.).

La nostra conoscenza pregressa è contenuta nella soffitta della mente, uno spazio nel nostro cervello che possiamo immaginare come una vera e propria soffitta dove all’interno ci sono degli scatoloni (che corrispondono ai nostri ricordi). I Sistemi Watson e Holmes attingono la conoscenza dalla soffitta, e sono loro a decidere cosa far entrare al suo interno e come gli scatoloni vengono organizzati e aperti. ...continua a leggere "Pensare come Sherlock Holmes – L’importanza dell’osservazione"

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Nell’articolo precedente ho parlato dei pensieri irrazionali e razionali. In questo spiegherò come cambiare le nostre pretese rigide e convinzioni malsane in preferenze flessibili e convinzioni sane.

Al solito parlerò della REBT semplificandola un po’ per far capire il tutto anche a chi non ne sa niente di psicologia e terapie cognitivo-comportamentali.

La fonte è sempre Windy Dryden col suo saggio Rational Emotive Behaviour Therapy: Distinctive Features.

...continua a leggere "REBT (Terapia Razionale Emotiva Comportamentale) – Cambiare i pensieri irrazionali in razionali"

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Qualche tempo fa ho letto il saggio L'arte di ricordare tutto di Joshua Foer. L’autore è un giornalista che ha lavorato per giornali importanti come il New York Times e il National Geographic. Ha studiato la memoria partendo da zero e dopo un anno ha vinto il Campionato statunitense della memoria.

Il saggio è davvero ben fatto e molto completo. Non tratta solo le tecniche mnemoniche che Foer ha studiato, ma anche la storia della memoria, come si sono evoluti i libri e come si è sviluppato il loro rapporto con la memoria, come è cambiato l’uso della memoria dopo l’invenzione della stampa e più recentemente di internet. Fa anche un sacco di riflessioni interessanti sulla memoria e il suo rapporto con la società.

...continua a leggere "Tempo soggettivo e procrastinazione"