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Quando si parla di procrastinazione, online e offline, vedo che un sacco di gente spara le tipiche stronzate di chi non ha mai sofferto di un problema seriamente in prima persona e non lo ha nemmeno studiato, e si limita a farsi un’opinione e dare consigli basandosi su quello che ha sentito dire in giro.

I peggiori sono i fantomatici “guru del cambiamento personale”: molti di loro conoscono appena la procrastinazione e si sentono in diritto di parlarne come se fossero degli esperti. Magari qualcuno di loro (lo 0,0001%) l’ha studiata per bene, ma gli manca comunque quella comprensione diretta di chi ha vissuto un grave problema in prima persona e l’ha superato con coraggio e fatica.

Io sono stato un procrastinatore cronico per anni. Per anni la procrastinazione ha distrutto la mia vita e uscirne non è stato facile manco per il cazzo. Perciò quando sento i guru cazzari e la gente consigliare dei metodi totalmente inutili, sottovalutando il problema o riducendolo a mera pigrizia, mi fumano le orecchie e mi incazzo come un animale. ...continua a leggere "5 Stronzate sulla Procrastinazione dette dai Guru della Crescita Personale"

Molti guru del cambiamento personale, e anche la maggior parte della gente, pensano che la procrastinazione sia un problema “da niente”. Pensano che chi rimanda sia solo pigro e basta.

E infatti sbagliano: la procrastinazione è un problema serio e come tale va trattato e affrontato. Lo so perché anche io in passato sono stato un procrastinatore e non è stato affatto facile uscirne. La gente sottovaluta la procrastinazione solo perché è estremamente diffusa e “normale”, e non vede i danni incalcolabili che causa nella vita delle persone.

Il peggio è quando a pensarlo sono proprio quelli che scrivono manuali o vendono corsi per sconfiggerla: consigliano trucchi per smettere di rimandare come “Fai una cosa per 5 minuti” o riciclano frasi motivazionali inutili come “Fallo e basta!”, “Se non ora, quando?”. Questa roba non funziona e infatti chi applica questi consigli continua a procrastinare. ...continua a leggere "3 Bugie sulla Procrastinazione che ti fanno ANCORA rimandare"

Nella prima parte dell’articolo ci siamo fermati alla pratica mirata. Abbiamo visto i vantaggi che offre e anche i limiti di cui soffre. A un certo punto esercitarci in modo mirato per migliorare in qualcosa non funziona e ci occorre un qualcosa di più.

Quel “qualcosa di più” è ciò che K. Anders Ericsson nel suo saggio Numero 1 si diventa chiama pratica intenzionale.

Vediamo insieme di cosa si tratta. ...continua a leggere "Diventare Esperti in Qualsiasi Cosa usando la “Pratica Intenzionale” – Parte 2"

Nell’articolo precedente ho affrontato il secondo elemento fondamentale del metodo scientifico applicato al Pensiero Attivo, cioè l’osservazione.

Quando osserviamo dobbiamo farlo attentamente, includendo tutti e cinque i sensi che possediamo (essere inclusivi), scegliendo al meglio i dettagli su cui vale la pena soffermarsi (essere selettivi) e senza farci sviare dai nostri bias e sistemi automatici di pensiero (essere obiettivi). Inoltre, mantenersi motivati è il cuore dell’osservazione oggettiva: più siamo motivati, più osserviamo attentamente e meglio.

Infine abbiamo visto l’importanza di mantenersi flessibili col proprio pensiero: alla luce di nuovi dati ottenuti tramite l’osservazione, dobbiamo riorganizzare i contenuti nella nostra soffitta al meglio. ...continua a leggere "Pensare come Sherlock Holmes – Il potere dell’immaginazione"

Nell’articolo precedente ho affrontato il primo dei 5 elementi fondamentali del metodo scientifico applicato al Pensiero Attivo, cioè conoscere il problema che stiamo affrontando.

Per risolvere un problema occorre accedere alla nostra conoscenza pregressa, che è l’insieme dei ricordi accumulati durante la nostra vita (ciò che abbiamo studiato, appreso per esperienza, ecc.).

La nostra conoscenza pregressa è contenuta nella soffitta della mente, uno spazio nel nostro cervello che possiamo immaginare come una vera e propria soffitta dove all’interno ci sono degli scatoloni (che corrispondono ai nostri ricordi). I Sistemi Watson e Holmes attingono la conoscenza dalla soffitta, e sono loro a decidere cosa far entrare al suo interno e come gli scatoloni vengono organizzati e aperti. ...continua a leggere "Pensare come Sherlock Holmes – L’importanza dell’osservazione"

Negli articoli precedenti ti ho spiegato in cosa consiste la REBT. Ti lascio i link di tutti gli articoli se vuoi rileggerli:

  1. REBT - Introduzione generale.
  2. REBT - Modello ABC.
  3. REBT - Pensieri razionali e irrazionali.
  4. REBT - Cambiare i pensieri irrazionali in razionali.
  5. REBT - Emozioni Negative Sane e Metaproblema.

Questo articolo chiude questo ciclo a tema esclusivamente REBT. Dopo averlo letto avrai una panoramica completa di come funziona questa terapia cognitivo-comportamentale, e potrai decidere se usarla su te stesso continuando a studiarla per conto tuo oppure rivolgerti a uno specialista REBT e intraprendere un percorso terapeutico per risolvere un tuo problema psicologico. ...continua a leggere "REBT (Terapia Razionale Emotiva Comportamentale) – Essere in “Buona salute mentale”"

Nell’articolo precedente ho parlato dei pensieri irrazionali e razionali. In questo spiegherò come cambiare le nostre pretese rigide e convinzioni malsane in preferenze flessibili e convinzioni sane.

Al solito parlerò della REBT semplificandola un po’ per far capire il tutto anche a chi non ne sa niente di psicologia e terapie cognitivo-comportamentali.

La fonte è sempre Windy Dryden col suo saggio Rational Emotive Behaviour Therapy: Distinctive Features.

...continua a leggere "REBT (Terapia Razionale Emotiva Comportamentale) – Cambiare i pensieri irrazionali in razionali"