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Nella prima parte dell’articolo ci siamo fermati alla pratica mirata. Abbiamo visto i vantaggi che offre e anche i limiti di cui soffre. A un certo punto esercitarci in modo mirato per migliorare in qualcosa non funziona e ci occorre un qualcosa di più.

Quel “qualcosa di più” è ciò che K. Anders Ericsson nel suo saggio Numero 1 si diventa chiama pratica intenzionale.

Vediamo insieme di cosa si tratta. ...continua a leggere "Diventare Esperti in Qualsiasi Cosa usando la “Pratica Intenzionale” – Parte 2"

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Nell’articolo precedente ho affrontato l’ultimo elemento fondamentale del metodo scientifico applicato al Pensiero Attivo, cioè la deduzione.

Abbiamo visto che la deduzione consiste nel raccogliere le osservazioni ricomposte dall’immaginazione, riordinarle e vedere quale possibile soluzione al problema che stiamo affrontando le incorpora tutte. È il processo più delicato perché ci arriviamo stanchi ed è facile che entri in azione il Sistema Watson a farci dedurre in modo sbagliato.

Abbiamo anche visto i nemici della deduzione, cioè lo stress e la nostra tendenza a creare storie per risolvere problemi complessi. Infine, abbiamo visto che quando deduciamo sbagliamo a considerare l’improbabile come impossibile.

Ora hai tutta la conoscenza che ti serve per padroneggiare al meglio il pensiero attivo e razionale. ...continua a leggere "Pensare come Sherlock Holmes – Diventare un esperto di qualsiasi cosa"

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Nel mondo di oggi siamo costantemente bombardati da informazioni che però difficilmente memorizziamo.

Quante volte ti è capitato di dimenticare un libro letto o un video visto? Una password per accedere a un social? Di rispondere a un messaggio inviato dalla tua ragazza?

Direi molte.

Riceviamo una marea di informazioni, ma paradossalmente tendiamo a dimenticarle quasi tutte. Perché dovremmo memorizzarle? Tanto quando vogliamo possiamo prendere lo smartphone e cercare quello che ci serve su internet; oppure se abbiamo letto qualcosa in un libro ci basta prenderlo e rileggerlo. ...continua a leggere "Tecniche di memorizzazione – Palazzo della memoria"

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Immaginate di svegliarvi domattina e di scoprire che tutto l’inchiostro del mondo è diventato invisibile e che tutti i byte sono stati cancellati. Il nostro mondo crollerebbe immediatamente. Letteratura, musica, legge, politica, scienze, matematica: la nostra cultura è un edificio costruito su memorie esterne.

Questo pezzo è tratto dal saggio L’arte di ricordare tutto di Joshua Foer. L’autore è un giornalista che ha lavorato per giornali importanti come il New York Times e il National Geographic. Ha studiato la memoria partendo da zero e dopo un anno ha vinto il Campionato statunitense della memoria.

In questo articolo però non mi occuperò delle tecniche di memoria spiegate da Foer ma dell’evoluzione del rapporto tra l’uomo e la sua memoria nel corso dei secoli. ...continua a leggere "Come è cambiato il rapporto tra l’uomo e la sua memoria nei secoli?"

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Qualche tempo fa ho letto il saggio L'arte di ricordare tutto di Joshua Foer. L’autore è un giornalista che ha lavorato per giornali importanti come il New York Times e il National Geographic. Ha studiato la memoria partendo da zero e dopo un anno ha vinto il Campionato statunitense della memoria.

Il saggio è davvero ben fatto e molto completo. Non tratta solo le tecniche mnemoniche che Foer ha studiato, ma anche la storia della memoria, come si sono evoluti i libri e come si è sviluppato il loro rapporto con la memoria, come è cambiato l’uso della memoria dopo l’invenzione della stampa e più recentemente di internet. Fa anche un sacco di riflessioni interessanti sulla memoria e il suo rapporto con la società.

...continua a leggere "Tempo soggettivo e procrastinazione"