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REBT (Terapia Razionale Emotiva Comportamentale) – Pensieri razionali e irrazionali

Negli articoli precedenti ho introdotto in generale la REBT e parlato del Modello ABC per schematizzare i problemi emotivi.

Prima di proseguire con la lettura di questo articolo ti conviene andare a leggere i precedenti se te li sei persi.

In questo parlerò dei pensieri razionali e irrazionali che formuliamo nella nostra mente e che possono peggiorare o migliorare la qualità della nostra vita.

Al solito parlerò della REBT semplificandola un po’ per far capire il tutto anche a chi non ne sa niente di psicologia e terapie cognitivo-comportamentali.

La fonte è sempre Windy Dryden col suo saggio Rational Emotive Behaviour Therapy: Distinctive Features.

Ok, iniziamo!


Pensieri irrazionali

 

Per la REBT i disturbi psicologici nascono dalla visione rigida che gli esseri umani hanno di ciò che accade loro o pensano, che li porta a formulare pensieri irrazionali.

Questa rigidità assume forme di pensiero irrazionali che includono parole come “Devo”, “Ho bisogno”, “Dovrei assolutamente”, ecc.

Queste forme di pensiero irrazionali le rivolgiamo verso noi stessi, gli altri e la vita: “Devo fare…”; “Tu devi…”; “La vita deve…”.

Possiamo chiamarle pretese rigide.

Le pretese rigide sono legate ai nostri desideri. Per la REBT noi agiamo nel mondo per raggiungere i nostri desideri o per allontanarci da ciò che ci causa dolore. Ne consegue che noi abbiamo delle preferenze verso gli eventi. E queste preferenze possono essere molto deboli oppure molto forti. Più forti sono e più possono diventare rigide: “Voglio batterti a scacchi” difficilmente diventerà una pretesa rigida, invece “Desidero ardentemente batterti a scacchi” è più probabile che lo diventi.

La REBT separa la rigidità dalla “forza del desiderio”. Nell’esempio precedente “ardentemente” non indica rigidità: il pensiero “Devo batterti a scacchi” è una pretesa rigida.

Le pretese rigide sono il nostro tentativo di far avverare qualcosa magicamente. Se pensiamo “Devo superare l’esame domani” e ciò avviene davvero solo pensandolo allora sarebbe tutto perfetto. Purtroppo la realtà non funziona così e potremmo non superare l’esame. Le pretese rigide influenzano solo la nostra visione della realtà.

Le pretese rigide sono il nostro tentativo magico di escludere che certi eventi si verifichino. “Devo superare l’esame” dovrebbe escludere magicamente la possibilità di fallire, ma non avviene.

Escludendo la possibilità di fallire, crediamo di non essere disturbati dal fallimento perché non si verificherà. Ma il fatto che si ha ansia del fallimento quando si ha una pretesa rigida su di esso significa che dentro di noi crediamo che la pretesa rigida non farà davvero il suo lavoro.

Le pretese rigide sono un cortocircuito mentale dovuto a una visione della realtà oggettiva totalmente irrazionale, praticamente da bambino. Proprio come i bambini noi crediamo che ciò che pensiamo, quello che desideriamo, quello in cui speriamo, possa in qualche modo modificare la realtà che ci circonda… ed è assolutamente falso.

Pensare “Desidero vincere al lotto stasera” non ti farà vincere al lotto, ti farà solo stare male quando perderai. “Ho bisogno assolutamente che la tipa che mi piace risponda al mio messaggio” non spingerà la ragazza a scriverti e ti farà sentire più triste se non lo farà. “La vita dovrebbe essere migliore per me ed è uno schifo che non sia così” non modificherà la tua vita in modo da farti stare bene, ti farà sentire solo più depresso.

Avere pretese rigide equivale ad essere un bambino che pensa ancora che il mondo funzioni magicamente e che tutto dovrebbe essere come vuole lui senza fare alcuna fatica.

Sono l’equivalente mentale dei capricci dei bambini: quando vengono disattese, abbiamo una qualche reazione emotiva, cognitiva o comportamentale esagerata (rabbia, pianto, pensieri paranoici, sbattere una porta, ecc.). I bambini pestano i piedi e frignano. Gli adulti fanno lo stesso solo in una versione più “adulta”, come la moglie che lancia il vaso di vetro contro il marito che l’ha tradita perchè pensa che nessuno al mondo deve tradirla e se ciò avviene è perché lei è una brutta persona.

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Un tipico adulto di 30 anni che piange perché è convinto che la vita e le persone gli devono per forza qualcosa e tutto deve essere come vuole lui.

Le pretese rigide, quindi, sono illogiche e false perché vanno contro la realtà, e ti sono di ostacolo perché non ti aiutano a realizzare i tuoi sogni e a raggiungere i tuoi obiettivi.

La REBT sostiene che dalle pretese rigide nascono 3 convinzioni malsane: le convinzioni terribilizzanti, le convinzioni di bassa tolleranza alla frustrazione e le convinzioni di svilimento. Proprio come le pretese rigide possono essere rivolte verso sé stessi, gli altri, la vita, e sono illogiche e false perché vanno contro la realtà.

Convinzioni terribilizzanti

Le convinzioni terribilizzanti sono pensieri estremi negativi che facciamo quando la nostra pretesa rigida non viene soddisfatta.

Esempi:

  1. “Devo essere approvato dagli altri… È terribile se non vengo approvato dagli altri.”
  2. “Tu devi trattarmi giustamente… È terribile quando non mi tratti giustamente.”
  3. “La vita deve essere comoda… È la fine del mondo quando la vita non è comoda.

Queste convinzioni provengono dalla pretesa rigida “Niente deve essere terribile” e sono estreme nel senso che noi crediamo veramente che sono il peggio del peggio che potrebbe capitarci in un dato momento.

Ricordo che quando scrivevo romanzi rimandavo l’atto della scrittura perché dovevo assolutamente scrivere quando non avevo impegni: era terribile per me scrivere quando li avevo. Se quel giorno dovevo lavorare o andare in palestra praticamente non scrivevo.

La mia mente pensava davvero che non ci fosse niente di più terribile… ma la realtà è che potevano esserci cose molto più terribili.

Potevo avere casa allagata perché si era rotta la caldaia dello scaldabagno, o potevo avere un nano pugile che ogni volta che mi sedevo a scrivere mi dava pugni allo scroto ^_^

Convinzioni di bassa tolleranza alla frustrazione

Le convinzioni di bassa tolleranza alla frustrazione sono pensieri estremi negativi che ci facciamo sulla tollerabilità di un evento quando la nostra pretesa rigida non viene soddisfatta.

Esempi:

  1. “Devo essere approvato dagli altri... Non posso sopportare di non essere approvato.”
  2. “Tu devi trattarmi giustamente… È intollerabile che non mi tratti giustamente.”
  3. “La vita deve essere comoda… Non posso sopportare il disagio di una vita scomoda.

Provengono dalla pretesa rigida “Le cose non devono essere frustranti o spiacevoli” e sono estreme nel senso che noi crediamo nel momento in cui le pensiamo a qualcosa di simile:

  • Se la frustrazione o il disagio continuano a esistere è troppo difficile per me fare qualcosa a riguardo.
  • Io morirò o andrò in pezzi se la frustrazione e il disagio continuano a esistere.
  • Non sarò mai felice se la frustrazione e il disagio continuano a esistere.

Sempre io quando scrivevo dovevo essere assolutamente a mio agio e appena avvertivo cenni di disagio, anche minimi come il rumore delle auto di passaggio in strada, dovevo subito rimandare la scrittura perché non ero più a mio agio.

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Il mio vicino scorreggia rumorosamente: meglio smettere subito di scrivere e guardare video di scherzi inutili su Youtube.

Convinzioni di svilimento

Le convinzioni di svilimento sono pensieri estremi negativi che ci facciamo su noi stessi, gli altri o la vita quando le nostre pretese rigide non vengono soddisfatte.

Esempi:

  1. “Devo essere approvato dagli altri... Sono inutile se non vengo approvato.”
  2. “Tu devi trattarmi giustamente... Sei una cattiva persona se non mi tratti giustamente.”
  3. “La vita deve essere comoda... La vita è orribile se non è comoda.”

Provengono dalla pretesa rigida “Le cose devono essere sempre come voglio io” e sono estreme nel senso che noi crediamo nel momento in cui le pensiamo a qualcosa di simile:

  • Che sia giusto basare il nostro valore personale su cose di noi che sono variabili e non su ciò che ci rende unici come esseri umani. Per esempio, il nostro valore sale se facciamo bene un lavoro (o un compito) e scende se lo facciamo male: questo è sbagliato e non va bene perché è un aspetto variabile.
  • Che sia giusto basare il giudizio sulla nostra vita su parametri esterni a noi e futili, invece di capire che la nostra vita cambia in base a ciò che accade giorno per giorno e di conseguenza anche la sua valutazione.
  • Che sia giusto valutare una persona o la vita in base a uno solo dei suoi aspetti (una situazione economica disagiata, un tratto caratteriale difficile, un errore commesso, ecc.).

Un esempio di svilimento verso sé stessi che posso farti riguarda me stesso quando ho imparato a guidare. Non sapevo fare la retromarcia in salita e facevo di tutto per non parcheggiare mai in una salita troppo ripida se poi dovevo andare in retromarcia. Evitavo perché non volevo sentirmi un fallito.

L’esempio di svilimento verso gli altri può essere un marito che dopo 40 anni di matrimonio giudica male la moglie perché ha avuto un amante per qualche tempo, ignorando di come la moglie lo abbia trattato bene e con rispetto praticamente per tutta la vita e che tutti possiamo commettere errori in quanto umani.

L’esempio di svilimento verso la vita lo ritrovi in giro per i social, soprattutto se frequenti pagine di meme o citazioni pessimistiche rivolte agli adolescenti. Gli adolescenti di oggi amano crogiolarsi nel pessimismo più cupo e definire la loro vita difficile e uno schifo totale. Le motivazioni sul perchè lo fanno sono tante e non le tratterò in questo articolo.

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Tipico meme sulla voglia di vivere che gira sui social. Io adoro l'umorismo pessimista, ma alla lunga meme così hanno un effetto negativo sulla mente. Io stesso dopo averne letti un paio inizio a sentirmi giù e devo smettere subito.

La buona notizia è che la REBT ci dice che possiamo cambiare le pretese rigide e le relative convinzioni malsane con quelle che vengono chiamate preferenze flessibili e convinzioni sane.

 

Pensieri razionali

 

Se le pretese rigide sono irrealistiche e inutili, ne consegue che per vivere in modo sano a livello psicologico occorre avere una mentalità più flessibile. Noi di solito sviluppiamo delle preferenze verso le cose, e se le manteniamo flessibili questo può aiutare enormemente la nostra salute mentale.

Le preferenze flessibili hanno 2 componenti fondamentali: una prima parte in cui ammettiamo la nostra preferenza verso ciò che desideriamo avvenga, e una seconda parte in cui ammettiamo che quello che vogliamo non deve per forza verificarsi.

Nota: In alcuni libri di Dryden tradotti in italiano le preferenze flessibili vengono chiamate “preferenze piene”. Sono la stessa cosa con nomi leggermente diversi.

Come le pretese rigide, le preferenze flessibili possono essere rivolte verso sé stessi, gli altri e la vita.

Esempi:

  1. “Non voglio provare ansia quando faccio qualcosa, ma non c’è nessuna legge dell’universo che dica che sia necessario non provarla.”
  2. “Mi piacerebbe se tu mi mostrassi più amore, ma non sta scritto da nessuna parte che devi per forza mostrarlo.”
  3. “Mi godrei davvero la vita se fossi ricco, ma non devo esserlo per forza per essere felice della mia vita.”

Il punto fondamentale è che le preferenze flessibili non sono pensieri magici che non hanno fondamento nella realtà. Chiariscono i nostri desideri verso noi stessi, gli altri e la vita, e ci fanno capire che non sempre questi desideri saranno raggiunti o assecondati.

Un altro esempio di preferenza flessibile: “Mi piacerebbe passare l’esame scritto della patente a primo colpo, ma non c’è scritto da nessuna parte che devo passarlo per forza al primo tentativo e posso sempre riprovare se fallisco”.

Quindi con le preferenze flessibili non escludiamo che qualcosa di indesiderabile possa avvenire. L’eventuale fallimento in qualcosa lo si accetta con la clausola di riprovare e fare meglio.

Da quello che abbiamo visto possiamo dedurre che le preferenze flessibili hanno 3 caratteristiche: sono vere perché non contrastano la realtà oggettiva; sono logiche e quindi hanno senso; sono utili perché non ti bloccano dal raggiungere un tuo obiettivo o desiderio.

Pensare con le preferenze flessibili equivale a pensare come dovrebbe fare un vero adulto e non come un bambino capriccioso.

Un vero adulto capisce che nella vita le cose non sempre andranno come vuole lui e che non ha senso stare male per cose che sono al di fuori del suo controllo. Se tuo marito ti tradisce, non puoi farci niente e non è colpa tua. Gli esseri umani sbagliano, la tua unica colpa come moglie è accollarti di stare male per qualcosa che non hai fatto tu e non dipende da te. Semplicemente accetti la tristezza che deriva dal tradimento, e poi decidi da te se vuoi perdonare tuo marito oppure lasciarlo. Di certo non puoi stare per mesi a frignare del tradimento, prendertela con l’amante e continuare a vivere con tuo marito rinfacciandogli ogni giorno il tradimento. Queste sono cose che fanno i bambini, non gli adulti.

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A volte non riesco a vedere alcuna differenza tra un adulto di 40 anni e un bambino di 5 anni. Il primo però può votare.

La REBT sostiene che dalle preferenze flessibili derivano 3 convinzioni sane: le convinzioni non-terribilizzanti, le convinzioni di alta tolleranza alla frustrazione e le convinzioni di accettazione. Proprio come le preferenze flessibili possono essere rivolte verso sé stessi, gli altri e la vita; e allo stesso modo sono vere e logiche perché non vanno contro la realtà, e sono utili perché non ti ostacolano dall’ottenere ciò che desideri.

Convinzioni non-terribilizzanti

Le convinzioni non-terribilizzanti sono pensieri non-estremi che facciamo quando la nostra preferenza flessibile non viene soddisfatta.

Esempi:

  1. “Vorrei essere approvato dagli altri, ma non è assolutamente necessario… È brutto se non vengo approvato dagli altri ma non è terribile.”
  2. “Vorrei che tu mi trattassi giustamente, ma purtroppo non sei costretto a farlo… Quando mi tratti male è brutto ma non è così spaventoso.”
  3. “Mi piacerebbe che la vita fosse comoda, ma so che non può essere sempre così… Se la vita non è comoda è brutto ma non è la fine del mondo.”

Le convinzioni non-terribilizzanti hanno 2 componenti:

  • La prima è quella in cui “asseriamo la cosa terribile” e indica che è brutto quando non otteniamo quello che non vogliamo.
    Esempi: “È brutto se non vengo approvato dagli altri”; “Quando mi tratti male è brutto“; “Se la vita non è comoda è brutto”.
  • La seconda è quella in cui “neghiamo la terribilizzazione” e indica che anche se non otteniamo quello che vogliamo non è poi così terribile, spaventoso o la fine del mondo.
    Esempi: “È brutto se non vengo approvato dagli altri ma non è terribile”; “Quando mi tratti male è brutto ma non è così spaventoso”; “Se la vita non è comoda è brutto ma non è la fine del mondo”.

Le convinzioni non-terribilizzanti derivano dalla preferenza flessibile “Vorrei che le cose non fossero così negative come sono, ma ciò non significa che non debbano essere per forza così male”. Queste convinzioni sono non-estreme nel senso che noi crediamo nel momento in cui le pensiamo a qualcosa di simile:

  • Le cose potrebbero sempre essere peggio.
  • L'evento in questione non è brutto al 100%.
  • Del bene potrebbe venire da un brutto evento.

Una convinzione non-terribilizzante l’ho applicata a me stesso quando dovevo scrivere: “È brutto avere degli impegni da portare a termine che occupano il mio pensiero mentre scrivo, ma sarebbe peggio se avessi i muratori che usano i trapani nell’appartamento sotto il mio”.

Convinzioni di alta tolleranza alla frustrazione

Le convinzioni di alta tolleranza alla frustrazione sono pensieri non-estremi che ci facciamo sulla tollerabilità di un evento quando la nostra preferenza flessibile non viene soddisfatta.

Esempi:

  1. “Vorrei essere approvato dagli altri, ma non è assolutamente necessario… Quando non sono approvato è difficile da sopportare, ma posso sopportarlo e vale la pena sopportare perché non voglio vivere la mia vita preoccupandomi della disapprovazione.”
  2. “Quando mi tratti male è brutto ma non è così spaventoso… Quando non mi tratti in modo giusto è davvero difficile tollerarlo, ma posso tollerarlo e ne vale la pena farlo perché non voglio essere troppo colpito da quello che fai.”
  3. “Se la vita non è comoda è brutto ma non è la fine del mondo… Se la vita è scomoda è difficile resistere, ma posso sopportarlo ed è nel mio interesse farlo perché voglio andare avanti con la mia vita.”

Le convinzioni di alta tolleranza alla frustrazione hanno 3 componenti:

  • la prima è quella in cui “affermiamo la difficoltà” di accettare che è difficile tollerare di non ottenere ciò che vogliamo.
    Esempi: “Quando non sono approvato è difficile da sopportare”; “Quando non mi tratti in modo giusto è davvero difficile tollerarlo”; “Se la vita è scomoda è difficile resistere.”
  • la seconda è quella in cui “neghiamo l’insopportabile” dove riconosciamo che è una lotta sopportare di non ottenere ciò che vogliamo ma che è possibile farlo, e in fondo non è così insopportabile.
    Esempi: “Quando non sono approvato è difficile da sopportare, ma posso sopportarlo...”; “Quando non mi tratti in modo equo è davvero difficile tollerarlo, ma posso tollerarlo...”; “Se la vita è scomoda è difficile resistere, ma posso sopportarlo…”.
  • la terza è quella in cui “affermiamo che vale la pena sopportare” la situazione in cui non otteniamo ciò che vogliamo.
    Esempi: “Quando non sono approvato è difficile da sopportare, ma posso sopportarlo e vale la pena sopportare perché non voglio vivere la mia vita preoccupandomi della disapprovazione.”; “Quando non mi tratti in modo equo è davvero difficile tollerarlo, ma posso tollerarlo e ne vale la pena farlo perché non voglio essere troppo colpito da quello che fai.”; “Se la vita è scomoda è difficile resistere, ma posso sopportarlo ed è nel mio interesse farlo perché voglio andare avanti con la mia vita.”

Le convinzioni di alta tolleranza alla frustrazione derivano dalla preferenza flessibile “È brutto che le cose siano frustranti e scomode, ma non è detto che non debba essere così”. Sono non-estreme nel senso che noi crediamo nel momento in cui le pensiamo a qualcosa di simile:

  • Non è troppo difficile resistere se la frustrazione e il disagio continuano a esistere.
  • Combatterò se la frustrazione e il disagio continuano a esistere, ma non morirò né andrò in pezzi.
  • Non perderò la capacità di provare la felicità se la frustrazione o il disagio continuano a esistere, anche se questa capacità per ora sarà ridotta.
  • Vale la pena tollerare la frustrazione e il disagio.

Per esempio, mettiamo che non vuoi provare disagio prima di fare un lavoro. Nella tua mente sai che non vuoi provare disagio prima di metterti a lavorare, ma accetti che nell’universo non esiste una legge che dica che è necessario non provare disagio prima di metterti a lavorare.

Quindi proverai disagio ma terrai duro e saprai affrontarlo fino a quando non porterai a termine il lavoro.

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L'universo ha le sue leggi e nessuna di queste dice che tu non devi provare disagio al primo appuntamento con una modella dal corpo pazzesco e con una laurea in fisica nucleare. Ma queste non sono scuse per non andarci ^__^

Convinzioni di accettazione

Le convinzioni di accettazione sono pensieri non-estremi che facciamo verso noi stessi, gli altri o la vita quando la nostra preferenza flessibile non viene soddisfatta.

Esempi:

  1. “Vorrei essere approvato dagli altri, ma non è assolutamente necessario… Quando non vengo approvato è brutto, ma non sono privo di valore. Sono un essere umano fallibile che non viene approvato in questa occasione.”
  2. “Voglio che mi tratti in modo giusto, ma purtroppo non devi farlo per forza… Quando non mi tratti in modo giusto è proprio brutto, ma non vuol dire che sei una persona cattiva. Piuttosto, sei un essere umano fallibile che mi sta trattando ingiustamente."
  3. “Desidero molto che la vita sia comoda, ma sfortunatamente non deve essere come io voglio che sia… Se la vita è spiacevole, è spiacevole solo sotto un determinato aspetto e non dimostra che tutto il mondo sia un luogo corrotto e infelice. Il mondo è un luogo complesso in cui molte cose buone, cattive e neutre possono accadere.''

Le convinzioni di accettazione hanno 3 componenti:

  • la prima è quella in cui valutiamo in modo possibile e realistico noi stessi, gli altri o qualcosa che ci è accaduto.
    Esempi: “Quando non vengo approvato è brutto”; “Quando non mi tratti in modo giusto è proprio brutto”; “Se la vita è spiacevole, è spiacevole solo sotto un determinato aspetto”.
  • la seconda è quella in cui sosteniamo che non è possibile valutare globalmente una persona o le condizioni di vita quando non otteniamo ciò che vogliamo.
    Esempi: “Quando non vengo approvato è brutto, ma non sono privo di valore”; “Quando non mi tratti in modo equo è proprio brutto, ma non vuol dire che sei una persona cattiva”; “Se la vita è spiacevole è solo spiacevole sotto un determinato aspetto e non dimostra che tutto il mondo sia un luogo corrotto e infelice.”
  • la terza è quella in cui ammettiamo che quando non otteniamo ciò che vogliamo questo non influisce sulla fallibilità delle persone e la complessità della vita.
    Esempi: “Quando non vengo approvato è brutto, ma non sono privo di valore. Sono un essere umano fallibile che non viene approvato in questa occasione.”; “Quando non mi tratti in modo equo è proprio brutto, ma non vuol dire che sei una persona cattiva. Piuttosto, sei un essere umano fallibile che mi sta trattando ingiustamente”; “Se la vita è spiacevole è solo spiacevole sotto un determinato aspetto e non dimostra che tutto il mondo sia un luogo corrotto e infelice. Il mondo è un luogo complesso in cui molte cose buone, cattive e neutre possono accadere”.

Sono non-estreme nel senso che noi crediamo nel momento in cui le pensiamo a qualcosa di simile:

  • Una persona non può ricevere una valutazione globale unica che definisce la sua essenza, e il suo valore non dipende da condizioni mutevoli. Per esempio il nostro valore rimane lo stesso sia se facciamo qualcosa bene sia se la facciamo male.
  • Il mondo non può ricevere una valutazione unica che definisce la sua natura essenziale, e il suo valore non varia in base a ciò che accade all'interno di esso. Quindi il valore del mondo e della vita rimane lo stesso, indipendentemente da ciò che ci accade di bello o di brutto.
  • Ha senso valutare un difetto di una persona o del mondo, ma non ha senso valutare una persona o il mondo solo sulla base di questo difetto.

Un esempio di accettazione verso sé stessi è quella che ho rivolto a me stesso quando ho iniziato ad allenarmi in palestra. All’inizio ero un disastro e mi consideravo un fallito che non sarebbe mai riuscito a sollevare pesi decenti. Solo sforzandomi ad allenarmi e a mangiare bene sono riuscito a mettermi in forma seriamente. Alla fine ce l’ho fatta a mettere da parte quella vocina dentro di me che mi diceva che ero un fallito.

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Ero peggio di così e ovviamente la colpa era della genetica, mica mia che mangiavo di merda e mi allenavo pure peggio ^__^
Come la REBT vede il Pessimismo e il Vittimismo

Come hai visto finora, la REBT è un tipo di terapia che rifiuta il vittimismo e il pessimismo.

Secondo la REBT dire che è colpa degli altri se la tua vita fa schifo (o hai un problema) è inutile: la verità è che la colpa è tua se non fai qualcosa per cambiare davvero lo schifo in cui vivi. Se fai solo la vittima stai frignando e basta, come un bambino.

Se vuoi approfondire questo concetto trovi di seguito un articolo del Psychology Thoday sul bullismo e perché l’approccio REBT sarebbe utile per risolverlo:

https://www.psychologytoday.com/us/blog/resilience-bullying/201510/albert-ellis-was-the-real-expert-bullying

Voglio citare a proposito di questo argomento Albert Ellis, il creatore della REBT:

Gli anni migliori della tua vita cominciano quando ti rendi conto che i tuoi problemi sono solo tuoi e smetti di accusare tua madre, la tua infanzia, l’economia, il presidente. Allora ti rendi conto che puoi avere il controllo sul tuo destino.

Per quanto riguarda l’essere pessimisti per la REBT non ha senso: il mondo e la vita sono quello che sono, cioè un mix di cose belle, brutte e neutre. Difficilmente avrai una vita brutta al 100%: dovresti essere un tizio bloccato a letto e privo dei cinque sensi per via di qualche brutta malattia rarissima. Se non è così, allora sicuramente ti stai autocommiserando senza un valido motivo reale.

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Vedere il bicchiere mezzo vuoto ha come unico risultato quello di deprimerti. Meglio vederlo mezzo pieno, scolarselo e magari fare un bel ruttone.

Ci tengo a dire una cosa prima di lasciarci: la REBT può aiutarti come terapia solo se sei arrivato a un punto di rottura nella tua vita con un tuo problema psicologico (procrastinazione, depressione, ansia, ecc.) e vuoi davvero risolverlo accettando prima di tutto che la colpa del tuo problema è solo ed esclusivamente tua.

Se non vuoi cambiare davvero e non accetti che la colpa del tuo problema sia tua, allora è inutile tentare di applicarla perché non funzionerà.

La REBT è per persone davvero razionali (o che vogliono esserlo) che affrontano la vita con una mentalità da adulto, non per bambini piagnucolosi che incolpano gli altri di tutti i loro problemi e si crogiolano nell’autocommiserazione.

Nel prossimo articolo spiegherò come la REBT insegna a cambiare i pensieri irrazionali (pretese rigide e convinzioni malsane) con quelli razionali (preferenze flessibili e convinzioni sane).

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1 pensiero su “REBT (Terapia Razionale Emotiva Comportamentale) – Pensieri razionali e irrazionali

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