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Chunk – Cosa sono e perché servono nell’apprendimento

Questo articolo è tratto dal mio manuale Come imparare a studiare meglio che puoi scaricare GRATIS iscrivendoti alla mia mailing list dedicata all’apprendimento.

È un manuale di 13.000 parole (circa 48 pagine) che ti aiuterà a studiare e ad apprendere meglio cose nuove. È basato sul famoso corso online gratuito Learning How to Learn, di cui però ho ampliato alcune cose e a cui ho aggiunto pure consigli su come studiare meglio che ho appreso da me.

Il manuale ti sarà utile per studiare/apprendere qualsiasi cosa nella vita visto che è basato su studi scientifici del cervello fatti da esperti neuroscienziati e psicologi cognitivi.

Scaricalo e non te ne pentirai! ^_^

L’articolo che segue l’ho modificato un po’ per adattarlo meglio alla pubblicazione qui sul blog: le lezioni del manuale su cui si basa fanno riferimento ad altri argomenti trattati sempre nel manuale che qui invece non sono presenti. Il mio consiglio è di leggere l’articolo e poi scaricare il manuale per avere una migliore comprensione dell’argomento.


Cosa sono i Chunk

I chunk sono pacchetti di informazioni collegati dal significato o dall’uso a cui la mente può accedere facilmente. I chunk possono collegarsi tra loro e formare chunk più grandi.

Esempio: Le lettere dell’alfabeto possono essere ricombinate per formare una parola che abbia significato. Ogni lettera è un chunk a sé che combinato con altri forma parole che per noi hanno significato, cioè un chunk più “grande”.

A-P-E sono tre chunk che formano la parola APE, che è un chunk a sua volta più grande delle singole lettere che lo compongono.

Creare un chunk aiuta a capire meglio gli argomenti che si stanno studiando. Ottenere un singolo chunk è inutile, bisogna contestualizzarlo e collegarlo ad altri. Il processo che aiuta a collegare tra loro più chunk attraverso il significato è chiamato chunking.

I chunk iniziano a formarsi quando ci concentriamo nella memorizzazione o elaborazione di cose nuove: la nostra memoria di lavoro si collega a quella a lungo termine e cerca di creare nuovi pezzi di informazioni per aiutarci a capire meglio qualcosa o a risolvere un problema.

Il primo passo per apprendere meglio è creare chunk concettuali che uniscano pezzi di informazioni sparpagliati nel nostro cervello tramite il significato.

Esempio: Le api fanno il miele.

Questo è un chunk che racchiude in sé diversi significati e concetti, tutti connessi tra loro.

La pratica e la ripetizione, quindi la creazione di forti tracce di memoria, aiutano a creare un chunk.

I chunk rendono il cervello più efficiente. Una volta che crei un chunk non serve ricordare tutti i dettagli accessori di un’idea, un concetto, o un’azione, perché possiedi l’idea principale (il chunk) ed è sufficiente questa.

È come quando pensi “mi vesto”: considera le innumerevoli azioni che compi automaticamente. Ma tu possiedi il chunk “Vestirsi” e quindi non c’è bisogno di richiamare tutti i chunk delle microazioni che compongono il vestirsi perché sono racchiusi nel chunk più grande “Vestirsi”.

L’obiettivo è creare sempre più mini-chunk di quello che si vuole imparare o studiare, cioè piccoli pacchetti di informazioni, che vadano poi a connettersi tra loro a formare dei chunk più grandi.

Pensa a quando impari un nuovo sport come il calcio: magari inizi imparando come passare la palla nel modo giusto, poi come tirare in porta, poi come superare in corsa un avversario, e così via. Quando giocherai una partita, connetterai tutti questi chunk tra loro e farai quello che hai appreso senza pensarci.

Così si creano i chunk anche quando studi qualcosa: legge, lingue, matematica, regole di un gioco da tavolo, ecc.

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Puoi immaginare i chunk come singoli pezzi di un puzzle da unire che vanno a formare il puzzle finale della tua conoscenza di un argomento ^_^

Perché i chunk sono utili

Quando ti approcci a un argomento nuovo da studiare, avrai una marea di informazioni da apprendere e questo richiede molto impegno da parte del cervello. Il segreto per apprendere queste informazioni è condensarle in piccoli pacchetti (chunk) con cui fare pratica a memorizzarli per poi collegarli tra loro.

Pensa a quando hai imparato a studiare una nuova lingua a scuola: prima hai imparato singole parole e numeri, poi brevi frasi e modi di dire, poi semplici regole di grammatica e così via, fino ad arrivare a padroneggiare automaticamente buona parte della lingua e le sue complesse regole grammaticali.

Un metodo efficace per creare chunk è imparare tramite esempi. È più facile capire qualcosa che si sta imparando vedendo o ascoltando un esempio pratico. È il metodo principale usato per insegnare matematica e altre materie scientifiche a scuola: sui libri di testo trovi gli esempi già svolti dei problemi. Sono lì per aiutarti a creare i tuoi chunk, ma non devi mai concentrarti sul perché del singolo passaggio ma su come i passaggi si connettono tra di loro per arrivare alla soluzione. È come usare una mappa per orientarsi: sai dove devi andare e che strada fare, ma devi stare attento a ciò che ti circonda se vuoi arrivarci.

Un chunk si forma attraverso l’attenzione focalizzata su ciò che vuoi apprendere. Non si può imparare qualcosa di nuovo mentre ci si distrae con altre cose.

Per creare al meglio un chunk bisogna spezzare l’argomento nuovo nelle sue idee principali e capirle. Per fare questo può essere d’aiuto sfogliare un libro e leggere i titoli dei capitoli e guardare le immagini presenti prima di iniziare a studiare.

Il passo successivo è connettere tra loro questi chunk iniziali per realizzare chunk sempre più grandi.

Poi bisogna contestualizzare i chunk, cioè capire quando vanno usati. Per esempio, sai che un chunk di storia non ti sarà utile mentre stai studiando matematica. Lo stesso per un chunk di un’azione motoria: quando dovrai aprire una porta non userai un chunk appreso per passare la palla sul campo di calcio.

Capire quando e come usare i chunk è fondamentale per non sprecare energie del cervello inutilmente.

Poi bisogna fare tanta pratica con questi chunk per memorizzarli e capirli meglio. Non ti basterà capire qualcosa per saperla usare davvero ma dovrai fare pratica utilizzandola.

Puoi capire come inserire le marce di un’auto guardando qualcuno mentre guida: basta tenere premuta la frizione e mettere il cambio in certe posizioni. Ma c’è un abisso tra sapere questo e usare le marce mentre guidi. Dovrai fare pratica per imparare quando e come usarle al meglio.

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La tecnica del chunking ci aiuta a memorizzare qualsiasi cosa vogliamo apprendere, perfino lunghe serie di numeri come quella dell'immagine.

La pratica cementerà i chunk nella tua mente e ti permetterà di capire il nuovo argomento studiato. Non preoccuparti se non saprai tutto di quell’argomento nei minimi dettagli: l’importante è che hai compreso il quadro principale, che sai padroneggiarne i concetti base. Avendo quelli, potrai poi risolvere ogni specifico problema di quell’argomento in modo più semplice.

Il bello di un chunk è che una volta consolidatosi nella tua mente occupa solo uno spazio nella memoria di lavoro lasciando gli altri liberi di lavorare su altro.

Più ti alleni a creare chunk su un determinato argomento, più sarà facile collegarli tra loro e farli crescere: in poche parole diventerai un esperto di quell’argomento. Facendo così potrai risolvere più facilmente i problemi di quell’argomento e accedere a soluzioni prima impensabili.

Quindi costruire una libreria di chunk cui attingere è fondamentale per diventare esperti di un argomento (ci tornerò in futuro su questo).

Bene, ora che sai cosa sono i chunk, non ti resta che approfondire come si collegano all’apprendimento scaricando il mio manuale a questo link.

Riprenderò l’argomento dei chunk in una serie di articoli dedicati al Pensiero Attivo che pubblicherò nei prossimi mesi.

Non perderteli!

1 pensiero su “Chunk – Cosa sono e perché servono nell’apprendimento

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